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Inuit
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mwcgInuit (ᐃᓄᐃᑦ in mwcwlingua inuktitut, parola che significa mwdauomini; singolare mwdqmwdginuk o mwdwmweainuq) è un popolo dell'mweqArtico che discende dai mwegThule. Gli Inuit sono uno dei due gruppi principali insieme agli mwewYupik: il termine «eschimesi» (che significa «fabbricante di racchette da neve», mentre la traduzione «mangiatori di carne cruda», spesso riportata, è una mwfaparaetimologia) fu usato dai mwfqnativi americani mwfgAlgonchini del mwfwCanada orientale per indicare questo popolo; loro si vestivano di pelli e la popolazione era costituita da esperti cacciatori. Gli Inuit e gli Yupik non amano l'utilizzo di questa parola considerando che hanno, appunto, un proprio nome specifico.

Gli Inuit sono gli originari abitanti delle regioni costiere artiche e subartiche dell'mwgqAmerica settentrionale e della punta nordorientale della mwggSiberia. Il loro territorio è principalmente composto dalla mwgwtundra, pianure basse e prive di alberi dove il terreno è perennemente ghiacciato, il cosiddetto mwhapermafrost, salvo pochi centimetri in superficie durante la breve stagione estiva. Attualmente vivono in mwhqAlaska (mwhgStati Uniti), in mwhwGroenlandia e in mwiaCanada dove risultano concentrati in particolare nei mwiqTerritori del Nord-Ovest, nel vicino mwigNunavut e nella regione settentrionale del mwiwLabrador.

Contents

Lingua
Cinema
Note

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Cultura

Attualmente la cultura inuit e la stessa sopravvivenza di queste popolazioni risultano fortemente minacciate a causa dei mutamenti economico-sociali e delle condizioni di vita derivanti in gran parte dai cambiamenti climatici e ambientali, dalla maggiore influenza e penetrazione della cultura e degli stili di vita occidentali, oltreché dalle forti pressioni provenienti dalle potenze economiche interessate ad un più libero e disinvolto sfruttamento delle risorse naturali di cui le loro terre sono ricchissime. A causa di ciò le popolazioni stanno progressivamente modificando i propri stili di vita adattandosi a nuovi modelli culturali, perdendo di fatto il contatto con le proprie radici ancestrali. Questo progressivo snaturamento della cultura inuit e delle abitudini di vita sta portando a un'evidente alienazione sociale che si manifesta con altissimi tassi di mwjwalcoolismo e di mwkasuicidiocite-ref-2[2]. Anche la campagna di mwlqGreenpeace che ha portato al divieto della caccia alle foche ha creato dei gravissimi problemi di sopravvivenza ai nativi a cui è venuto a mancare il principale mezzo di sostentamento che per secoli ha consentito loro di sopravvivere in un ambiente estremo e inospitalecite-ref-3[3]. Di questi pericoli si è fatto portavoce mwmgRobert Peroni, un alpinista altoatesino che da oltre 30 anni, dopo essersi lasciato tutto alle spalle, si è trasferito a mwmwTasiilaq in mwnaGroenlandia per conoscere da vicino questo popolo e farsi promotore delle loro istanze dando vita a progetti per la salvaguardia della loro cultura.cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]

Abitazione

Durante la stagione invernale, prima degli mwqaanni '70, gli Inuit vivevano in case di ghiaccio chiamate mwqqigloo che avevano la forma di una cupola sferica a pianta circolare ed erano costruite con blocchi di neve ghiacciata giustapposti tra di loro a formare una mwqgvolta. Vi si accedeva grazie ad un corridoio basso fatto anch'esso di neve e sulla parete di fronte a questo vi era una finestra, chiusa con una sottile lastra di ghiaccio o con pelli di mwqwfoca. L'interno era foderato di pelli di mwrarenna e vi erano dei letti di pelliccia di renna che dovevano ospitare tutta la famiglia. Il riscaldamento, l'illuminazione e la cucina erano ottenuti grazie alla lampada alimentata a mwrqgrasso di foca: gli Inuit, nonostante le leggende, amavano infatti cucinare tutte le loro bevande e cibo. D'estate vivevano in tende, con coperture di pelli di foca, di mwrgcaribù o di altri animali e sostenute da costole di mwrwbalena o da legname.

Attività

Le attività principali praticate dagli Inuit sono la caccia e la pesca, alcuni gruppi praticano la pesca sui fiumi dell'interno, altri cacciano mwsgcaribù nelle zone interne, benché tradizionalmente l'attività più diffusa è la mwswcaccia di mammiferi marini (foche, mwtatrichechi e balene), così come la loro struttura sociale e l'etica della loro cultura si sono sempre rivolti verso il mare. Durante le battute di caccia in mare usano aspettare l'uscita delle foche in prossimità delle aperture nella banchina di ghiaccio, utilizzano per gli spostamenti mezzi a motore o il mwtqkayak (mwtgumiak) ed utilizzano gli igloo per ripararsi.

La capacità degli Inuit di adattamento a un ambiente freddo e difficile è legata alla loro particolare abilità nel costruire attrezzi e altri utili oggetti con ogni tipo di materiale naturale. Vestiti di pelli, arpioni d'mwuaavorio o di corno, lame di pietra, pattini di mwuqslitte fatti all'occorrenza con strisce di carne gelata, sono esempi dell'adattamento indigeno all'ambiente naturale.

Lingua

La lingua inuit è tradizionalmente parlata in tutta l'Artide nordamericana e in alcune parti della zona subartica, nel Labrador. In passato era parlata in qualche misura nella Russia orientale, in particolare nelle mwvqisole Diomede, ma oggi è quasi sicuramente estinta in Russia. Gli Inuit vivono principalmente in tre paesi: mwvgGroenlandia (una provincia autonoma della mwvwDanimarca), mwwaCanada e mwwqAlaska.

Organizzazione

L'organizzazione della società si basa sulla solidarietà fra villaggi; la proprietà è, per la maggior parte, collettiva, la mwxafamiglia in genere è poco numerosa.

Gli Inuit hanno una mwxgpropria religione, di stampo mwxwanimista, che si basa sulla credenza che molti animali e fenomeni naturali abbiano un'anima o uno spirito. La principale personalità religiosa è lo mwyasciamano, spesso di sesso femminile, che durante le cerimonie può cadere in mwyqtrance grazie all'ausilio del suono del mwygtamburo. In questo stato, lo sciamano, sarebbe in grado di contattare l'mwywaldilà popolato dalla mwzadea-mwzqtricheco mwzgSedna per porgerle le istanze della sua gente e prevedere il futuro.cite-ref-6[6]

A salvaguardia della propria cultura e del loro ambiente gli Inuit hanno costituito l'ICC (mwbaInuit Circumpular Council), organizzazione non governativa e plurinazionale che opera attivamente a livello internazionale per il riconoscimento dei diritti delle popolazioni indigene e la difesa del loro ambiente naturale fortemente minacciato dai cambiamenti climatici e dalle attività di estrazione e sfruttamento delle risorse naturali e delle materie prime. Al di là dei confini politici, tale organizzazione rappresenta approssimativamente circa mwbq160 000 nativi che vivono nelle regioni artiche della mwbgGroenlandia, del mwbwCanada, dell'mwcaAlaska e della penisola mwcqChukotka in mwcgSiberia.

Cinema

Nel 2001 è uscito il film mwdqmwdgAtanarjuat o anche mwdwmweaAtanarjuat il corridore (in inglese mweqAtanarjuat the fast runner) basato su un'antica leggenda inuit tramandata oralmente da tempo immemorabile. In tale leggenda, si narra di un Inuit che riesce a sfuggire ad un tentativo di omicidio, correndo nudo tra la neve, per poi tornare a vendicarsi. Il film rappresenta un caso cinematografico importante, perché non solo descrive la vita di questo popolo, ma è girato in mweglingua inuit (con sottotitoli in varie lingue), oltre ad essere il primo film di un regista inuit (Zacharias Kunuk) che narra del suo popolo. Ideato in particolare per consentire ai giovani Inuit moderni di comprendere la lingua antica e la cultura del loro popolo, in ogni fase di creazione del film il regista si è consultato con gli anziani riguardo alla lingua, ai modi di vita e ad altri particolari.cite-ref-7[7]

Oltre a ricordarne un altro, coprodotto da mwgaFrancia, Italia e mwgqRegno Unito dal titolo mwggmwgwOmbre bianche (titolo originale mwhaThe Savage Innocents) anno 1960, regia mwhqNicholas Ray, soggetto mwhgHans Ruesch, fotografia Peter Hennessy e mwhwAldo Tonti. Interpreti: mwiaAnthony Quinn, mwiqYōko Tani, mwigPeter O'Toole, mwiwCarlo Giustini, mwjaMarco Guglielmi.

Note

cite-note-ethno-11. mwkwmwlamwlqEskimo-Aleut, su mwlgmwlwEthnologue.com. mwmaURL consultato il 17 ottobre 2013.
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cite-note-33. mwpamwpqmwpgInuit e Greenpeace: i lati oscuri di una campagna e il nuovo nemico comune, su mwpwunimondo.org.
cite-note-44. mwqwmwramwrqGroenlandia, in mwrgmwrwCorriere della Sera.
cite-note-55. mwswmwtamwtqRobert Peroni: un altoatesino tra gli Inuit, 18 luglio 2011. mwtgURL consultato il 28 gennaio 2017 mwtw(archiviato dall'mwuaurl originale il 15 agosto 2016).
cite-note-66. mwvaMaria Antonia Capitanio, mwvqEschimesi, in mwvgPopoli che scompaiono, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1975, p.mwvw 84-89, mwwaSBNmwwq mwwgSBL0584233.
cite-note-77. mwxwmwyamwyqAtanarjuat, su mwygcentraldocinema.it, 19 settembre 2002. mwywURL consultato il 21 gennaio 2011 mwza(archiviato dall'mwzqurl originale il 15 giugno 2009).

Bibliografia

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• Giulia Bogliolo Bruna, mwarkEquilibri artici. L'umanesimo ecologico di mwaroJean Malaurie, prefazione di Anna Casella Paltrinieri, postfazione di Luisa Fladini, Roma, Edizioni CISU, settembre 2016, collana "mwarsEthno-grafie americane".

Voci correlate


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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itInuit, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiainuit, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefbritannica-com(EN) Inupiat, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefenciclopedia-canadese(EN, FR) Inuit, su Enciclopedia canadese.
• mwasg(EN) Inuit Circumpolar Council official website, su inuit.org.
• mwasoMuseo Polare Etnografico "Silvio Zavatti", su museopolare.it.
• mwasw"Foto di Inuit", su secure2.pbase.com.
• mwas4Inuit: il loro cielo, i loro miti, su racine.ra.it.